Il 2026 rappresenta un anno cruciale per le imprese italiane che puntano a digitalizzare e ampliare le proprie infrastrutture logistiche. Il quadro normativo attuale mette a disposizione due strumenti finanziari di altissimo profilo: L’Iperammortamento è una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto del bene strumentale. Questo strumento consente all’impresa di dedurre quote di ammortamento nettamente superiori alla spesa reale, abbattendo l’imponibile IRES o IRPEF. La misura si applica agli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Le aliquote sono strutturate a scaglioni per premiare gli investimenti ad alto contenuto tecnologico: Per accedere a questo beneficio, le infrastrutture e le attrezzature devono rispondere ai paradigmi dell’Industria 4.0, garantendo la totale interconnessione con i sistemi informatici di fabbrica. Una novità cruciale di questa edizione è il vincolo di origine: la maggiorazione spetta per beni prodotti all’interno dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo (SEE). Se l’Iperammortamento sostiene l’automazione, la Legge di bilancio per il 2026 (L. 199/2025) ha stanziato 2.300 milioni di euro per il finanziamento del credito d’imposta per investimenti nella ZES Unica. Questa agevolazione è accessibile a tutte le imprese (indipendentemente dalla forma giuridica) operative o in fase di insediamento in: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Marche, Umbria e Abruzzo. Sono agevolabili gli investimenti facenti parte di un progetto iniziale con un costo complessivo di almeno 200.000 euro, relativi all’acquisto (anche in leasing) di: Vincolo cruciale: la spesa ammissibile per gli immobili (inclusi i terreni) non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato. Nota bene: il settore dei trasporti è generalmente escluso, ma la norma ammette esplicitamente i settori del magazzinaggio e del supporto ai trasporti, confermando la vocazione logistica della misura. L’iter richiede massima precisione operativa e la certificazione dell’effettivo sostenimento delle spese da parte di un revisore legale dei conti. Le scadenze sono perentorie: Il credito è utilizzabile in compensazione tramite F24, solo dopo la realizzazione dell’investimento e la ricezione della seconda ricevuta di accoglimento dall’AdE. L’azienda è tenuta a mantenere l’attività nella ZES per almeno 5 anni e i beni agevolati devono entrare in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo all’acquisizione. Il credito d’imposta varia significativamente in base al territorio e alla dimensione dell’impresa. Di seguito una sintesi delle percentuali massime per i progetti di investimento standard: Aree specifiche (es. Taranto, Sulcis): beneficiano di aliquote maggiorate, che per le Piccole Imprese possono toccare il 70%. Sia l’Iperammortamento che la ZES Unica richiedono un iter documentale estremamente puntuale. Presentare una comunicazione preventiva corretta tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026 richiede che lo studio di fattibilità strutturale, il dimensionamento dell’impianto logistico e la stima del CAPEX siano già stati definiti nei minimi dettagli. Scaffsystem opera su tutto il territorio nazionale fornendo strutture in acciaio certificate per le più severe tolleranze logistiche. Affianchiamo la tua azienda fin dalle fasi preliminari, analizzando i flussi per progettare scaffalature industriali e magazzini automatizzati “Incentive-Ready”.
Iperammortamento 2026: la spinta per l'automazione su scala nazionale
Credito d'imposta ZES Unica 2026: regole, requisiti e scadenze
Progetti e spese ammissibili
Procedura di accesso e tempistiche rigorose
Le aliquote ZES per dimensione aziendale e regione
Il tuo piano d'azione per usufruire degli incentivi