Incentivi per la logistica e l’automazione 2026: iperammortamento e credito d’imposta ZES Unica

Il 2026 rappresenta un anno cruciale per le imprese italiane che puntano a digitalizzare e ampliare le proprie infrastrutture logistiche. Il quadro normativo attuale mette a disposizione due strumenti finanziari di altissimo profilo:

  • Iperammortamento 
  • Credito d’imposta ZES Unica (dedicato agli investimenti in specifiche aree del Centro-Sud).

Iperammortamento 2026: la spinta per l'automazione su scala nazionale

L’Iperammortamento è una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto del bene strumentale. Questo strumento consente all’impresa di dedurre quote di ammortamento nettamente superiori alla spesa reale, abbattendo l’imponibile IRES o IRPEF. La misura si applica agli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.

Le aliquote sono strutturate a scaglioni per premiare gli investimenti ad alto contenuto tecnologico:

  • Maggiorazione del 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
  • Maggiorazione del 100% per la quota eccedente i 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro.
  • Maggiorazione del 50% per la quota eccedente i 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.

Per accedere a questo beneficio, le infrastrutture e le attrezzature devono rispondere ai paradigmi dell’Industria 4.0, garantendo la totale interconnessione con i sistemi informatici di fabbrica. Una novità cruciale di questa edizione è il vincolo di origine: la maggiorazione spetta per beni prodotti all’interno dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo (SEE).

Credito d'imposta ZES Unica 2026: regole, requisiti e scadenze

Se l’Iperammortamento sostiene l’automazione, la Legge di bilancio per il 2026 (L. 199/2025) ha stanziato 2.300 milioni di euro per il finanziamento del credito d’imposta per investimenti nella ZES Unica. Questa agevolazione è accessibile a tutte le imprese (indipendentemente dalla forma giuridica) operative o in fase di insediamento in: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Marche, Umbria e Abruzzo.

Progetti e spese ammissibili

Sono agevolabili gli investimenti facenti parte di un progetto iniziale con un costo complessivo di almeno 200.000 euro, relativi all’acquisto (anche in leasing) di:

  • Macchinari, impianti e attrezzature varie (esclusivamente nuovi di fabbrica).
  • Immobili: terreni, acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali effettivamente utilizzati per l’esercizio dell’attività nella struttura produttiva.

Vincolo cruciale: la spesa ammissibile per gli immobili (inclusi i terreni) non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

Nota bene: il settore dei trasporti è generalmente escluso, ma la norma ammette esplicitamente i settori del magazzinaggio e del supporto ai trasporti, confermando la vocazione logistica della misura.

Procedura di accesso e tempistiche rigorose

L’iter richiede massima precisione operativa e la certificazione dell’effettivo sostenimento delle spese da parte di un revisore legale dei conti. Le scadenze sono perentorie:

  1. Comunicazione preventiva: dal 31/03/2026 al 30/05/2026 va inviata all’Agenzia delle Entrate la comunicazione dei progetti avviati (e completati entro il 31/12/2026).
  2. Realizzazione: gli investimenti devono essere completati entro il 31/12/2026.
  3. Comunicazione integrativa: dal 03/01/2027 al 17/01/2027 va attestata l’avvenuta realizzazione, pena la decadenza del credito.
  4. Beni in leasing o senza fattura elettronica: la certificazione del revisore va trasmessa entro il 27/02/2027 tramite l’applicativo sul sito dell’AdE.

Il credito è utilizzabile in compensazione tramite F24, solo dopo la realizzazione dell’investimento e la ricezione della seconda ricevuta di accoglimento dall’AdE. L’azienda è tenuta a mantenere l’attività nella ZES per almeno 5 anni e i beni agevolati devono entrare in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo all’acquisizione.

Le aliquote ZES per dimensione aziendale e regione

Il credito d’imposta varia significativamente in base al territorio e alla dimensione dell’impresa. Di seguito una sintesi delle percentuali massime per i progetti di investimento standard:

  • Campania, Puglia, Calabria, Sicilia: 60% (Piccole Imprese), 50% (Medie Imprese), 40% (Grandi Imprese).
  • Basilicata, Sardegna, Molise: 50% (Piccole Imprese), 40% (Medie Imprese), 30% (Grandi Imprese).
  • Abruzzo, Marche, Umbria: 35% (Piccole Imprese), 25% (Medie Imprese), 15% (Grandi Imprese).

Aree specifiche (es. Taranto, Sulcis): beneficiano di aliquote maggiorate, che per le Piccole Imprese possono toccare il 70%.

Il tuo piano d'azione per usufruire degli incentivi

Sia l’Iperammortamento che la ZES Unica richiedono un iter documentale estremamente puntuale. Presentare una comunicazione preventiva corretta tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026 richiede che lo studio di fattibilità strutturale, il dimensionamento dell’impianto logistico e la stima del CAPEX siano già stati definiti nei minimi dettagli.

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