L’entrata in vigore della Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), nota come “Case Green”, segna un punto di svolta per il settore edile. L’obiettivo di ridurre i consumi energetici del parco immobiliare residenziale del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035 richiede un approccio ingegneristico strutturato e l’adozione di strategie operative efficaci. Questa guida tecnica fornisce una roadmap per ingegneri e imprese, analizzando le soluzioni tecnologiche più performanti per adeguare gli edifici, con un focus specifico sul patrimonio più energivoro, quello in classe G. Ogni intervento di riqualificazione energetica non può prescindere da una diagnosi energetica approfondita, eseguita in conformità alla norma UNI CEI EN 16247. Questo processo è il fondamento tecnico per definire un piano di azione coerente ed efficace. La diagnosi permette di: Per un edificio in classe G, la diagnosi evidenzierà quasi certamente criticità severe sull’involucro opaco (pareti e coperture), sugli infissi e sull’impianto di climatizzazione invernale obsoleto. L’adeguamento degli edifici di classe G, caratterizzati da un consumo energetico superiore a 160 kWh/m²anno, passa prioritariamente dall’isolamento dell’involucro. La combinazione di più tecniche è spesso la soluzione vincente per raggiungere e superare l’obiettivo del -16%. Molti edifici costruiti tra gli anni ’60 e ’90 presentano un’intercapedine d’aria nelle murature perimetrali. La tecnica dell’insufflaggio, che consiste nel riempire questa cavità con materiali isolanti sfusi (es. cellulosa, lana di vetro, perle di EPS con grafite), offre un miglioramento immediato con un’invasività minima. L’adeguamento degli edifici di classe G, caratterizzati da un consumo energetico superiore a 160 kWh/m²anno, passa prioritariamente dall’isolamento dell’involucro. La combinazione di più tecniche è spesso la soluzione vincente per raggiungere e superare l’obiettivo del -16%. Molti edifici costruiti tra gli anni ’60 e ’90 presentano un’intercapedine d’aria nelle murature perimetrali. La tecnica dell’insufflaggio, che consiste nel riempire questa cavità con materiali isolanti sfusi (es. cellulosa, lana di vetro, perle di EPS con grafite), offre un miglioramento immediato con un’invasività minima. Per un salto di classe energetica significativo, il cappotto termico rimane l’intervento più efficace. La normativa sugli appalti pubblici, e sempre più spesso le normative regionali, spingono all’uso di materiali conformi ai Criteri Ambientali Minimi (CAM), che prevedono una quota minima di materiale riciclato. Adeguare l’involucro senza modernizzare gli impianti è un’operazione incompleta. La direttiva EPBD spinge verso l’abbandono delle caldaie a combustibili fossili entro il 2040, rendendo i sistemi ibridi la soluzione di transizione ideale per il parco edilizio esistente. Un sistema ibrido “factory-made” integra una pompa di calore (PdC) ad aria-acqua e una caldaia a condensazione. Una centralina intelligente gestisce l’attivazione del generatore più efficiente in base alla temperatura esterna e alla richiesta di calore. La direttiva EPBD introduce l’obbligo di installare sistemi di automazione e controllo per l’edilizia, classificati secondo la norma UNI EN 15232. Per il residenziale, l’obiettivo è la classe B, che prevede un controllo d’ambiente avanzato e centralizzato. Per un ingegnere o un’impresa, la strategia per adeguare un edificio in classe G alla direttiva case green dovrebbe seguire questi passaggi: Questa combinazione di interventi permette di raggiungere e superare ampiamente l’obiettivo del -16%. Sebbene il panorama dei bonus edilizi sia in evoluzione, l’Ecobonus per la riqualificazione energetica rimarrà un supporto fondamentale, seppure con aliquote riviste. Sarà cruciale progettare interventi che massimizzino il risparmio energetico per rientrare nei requisiti tecnici richiesti dalle agevolazioni, garantendo al contempo il rispetto delle scadenze imposte dalla nuova direttiva europea. La roadmap per l’adeguamento di un edificio in classe G prevede quattro step sequenziali: 1) Diagnosi energetica conforme alla UNI CEI EN 16247 per individuare le inefficienze; 2) Intervento sull’involucro (insufflaggio o cappotto termico) per ridurre il fabbisogno; 3) Sostituzione del generatore con sistemi ibridi (PdC + condensazione); 4) Installazione di sistemi BACS di classe B per la gestione intelligente. L’insufflaggio in intercapedine è un intervento a bassa invasività che permette di ridurre le dispersioni delle pareti opache fino al 30-40%. Sebbene da solo non sia sempre sufficiente per il salto di due classi, contribuisce a un risparmio energetico complessivo dell’edificio stimato tra il 15% e il 20%, con tempi di esecuzione rapidi e senza uso di ponteggi. I sistemi ibridi “factory-made” rappresentano la transizione ideale perché combinano l’efficienza della pompa di calore con l’affidabilità della caldaia a condensazione. Garantiscono un risparmio tra il 30% e il 50% sui consumi per riscaldamento e ACS e sono compatibili con i radiatori ad alta temperatura tipici degli edifici datati, evitando costosi rifacimenti della distribuzione interna. I sistemi BACS (Building Automation and Control Systems), normati dalla UNI EN 15232, sono tecnologie di automazione e controllo degli edifici. Per il residenziale è richiesto il raggiungimento della classe B, che include termoregolazione evoluta (cronotermostati smart) e monitoraggio centralizzato. L’adozione di questi sistemi genera un risparmio energetico addizionale del 10-15% ottimizzando il funzionamento degli impianti. La diagnosi energetica secondo UNI CEI EN 16247 è il prerequisito tecnico fondamentale per qualsiasi intervento EPBD. Attraverso l’analisi dei consumi reali e rilievi strumentali (come la termografia), permette di creare un modello energetico “as-is”, definire le priorità di intervento basate sul rapporto costo/beneficio e simulare con precisione il raggiungimento dei target di riduzione (es. -16%).Il punto di partenza: la diagnosi energetica secondo la UNI CEI EN 16247
Strategie integrate per l'involucro: superare il -16%
Insufflaggio in intercapedine: il primo passo non invasivo
L'evoluzione degli impianti: sistemi ibridi e BACS
Insufflaggio in intercapedine: il primo passo non invasivo
Cappotto termico con materiali riciclati (CAM)
L'evoluzione degli impianti: sistemi ibridi e BACS
Impianti ibridi: pompa di calore + caldaia a condensazione
L’obbligo dei sistemi BACS (Building Automation and Control Systems)
Roadmap operativa e sinergia con i bonus edilizi
1. Quali interventi prevede la roadmap operativa per la direttiva EPBD su edifici in classe G?
2. Quanto incide l'insufflaggio delle pareti sulla riqualificazione energetica residenziale?
3. Perché scegliere un sistema ibrido per adeguare gli impianti esistenti alla direttiva EPBD?
4. Cosa sono i sistemi BACS e perché sono obbligatori per la riqualificazione?
5. Qual è il ruolo della diagnosi UNI CEI EN 16247 nella pianificazione degli interventi?

