Magazzino automatico multiprofondità per l’industria dolciaria

ANNO: 2025
SETTORE: Industria Alimentare / Dolciaria
LOCATION:  Campania
PARTNER AUTOMAZIONE: AUTOMHA S.p.A.
TIPOLOGIA D’INTERVENTO: Realizzazione scaffalatura a supporto di magazzino automatico indoor
STATO: Completato

Nel comparto agroalimentare, e in particolare nell’industria dolciaria, la logistica è sottoposta a stress test continui dettati dalla stagionalità dei prodotti (come torroni, uova di Pasqua e cioccolati lavorati) e dalla necessità di garantire una perfetta conservazione della merce. Il committente di questo progetto, una storica e rinomata azienda dolciaria campana, si è trovata di fronte a una sfida classica ma complessa: la saturazione degli spazi di stoccaggio indoor a fronte di un aumento dei volumi di produzione.

L’obiettivo richiesto non era semplicemente fornire nuove scaffalature, ma ingegnerizzare il volume disponibile per trasformare un’area indoor di dimensioni definite (circa 41,7 x 16,8 metri) in un hub ad altissima densità. Era fondamentale superare i limiti del portapallet tradizionale, eliminando i corridoi di manovra superflui e predisponendo l’infrastruttura per un’automazione spinta, capace di garantire prelievi puntuali e tracciabilità totale dei lotti.

Dettagli tecnici dell'impianto: scaffalature e stoccaggio intensivo

Per rispondere a questa esigenza, è stata progettata una complessa struttura a supporto di un magazzino automatico indoor, sviluppata in stretta collaborazione con il partner tecnologico AUTOMHA. La soluzione adottata è un sistema di stoccaggio pallet in multiprofondità, che massimizza il rapporto tra volume edificato e Unità di Carico (UDC) stoccate.

Ecco le specifiche quantitative dell’infrastruttura metallica:

  • Dimensioni generali: l’impianto occupa un’area di 41.710 mm x 16.800 mm, sviluppandosi per un’altezza di 14.200 mm.
  • Sistema strutturale: utilizzo della robusta scaffalatura AMTOBLOK 2120, ideale per sopportare le sollecitazioni dinamiche dell’automazione.
  • Capacità di stoccaggio: la struttura è progettata per accogliere oltre 2.000 posti pallet (formato Europallet 1200×800 mm).
  • Gestione delle altezze: l’impianto gestisce UDC con altezze variabili tra 1.800 mm e 2.600 mm, con una portata massima di 800 kg per singolo pallet, distribuiti su 5 livelli di carico.
  • Layout dei canali: canale doppio con larghezza utile di 2.800 mm. Sono previsti 13 tunnel di tipo doppio, con profondità variabili da 9.500 mm a 5.700 mm.

La progettazione ha richiesto un’attenta analisi strutturale: sono state previste torri d’irrigidimento alle due estremità dell’impianto, composte da spalle con crociere orizzontali e verticali (controventature), essenziali per assorbire le spinte sismiche e le forze di frenata/accelerazione delle macchine automatiche.

Automazione e WMS: la sinergia con il trasloelevatore a navetta

L’anima dinamica di questo magazzino è rappresentata dalla corsia centrale, progettata per ospitare un trasloelevatore equipaggiato con navetta a bordo (satellite) con un ingombro operativo di 1.600 mm. Questa macchina, muovendosi lungo la corsia centrale, posiziona la navetta in corrispondenza del canale di destinazione. La navetta si sgancia, penetra nel tunnel in totale autonomia e deposita o preleva il pallet in multiprofondità.

A completamento dell’infrastruttura, sono stati integrati elementi fondamentali per la sicurezza e la manutenzione dell’impianto di automazione. È stata realizzata una specifica struttura di handling per il sostegno e la manutenzione dei convogliatori (rulliere e catenarie), situata a quota +4.350 mm (considerata come quota 0,00 per le operazioni aeree), rigorosamente dotata di parapetto anticaduta a norma.

I vantaggi operativi: dal recupero volumetrico all'errore zero

Il passaggio da una logistica manuale a questo ecosistema automatizzato ha generato per l’azienda dolciaria un miglioramento drastico dei KPIs logistici:

  • Densità estrema: l’approccio multiprofondità ha saturato la cubatura disponibile, permettendo di allocare oltre 2000 pallet in un’area dove un portapallet standard avrebbe reso meno della metà, evitando così i costi di ampliamento del capannone (CAPEX).
  • Errore Zero: l’interfacciamento continuo tra l’hardware (trasloelevatore + navetta) e il software WMS (Warehouse Management System) aziendale assicura prelievi chirurgici. L’operatore non deve più cercare il pallet: è il sistema che conosce l’esatta ubicazione e lo stato di scadenza di ogni lotto di materie prime o prodotto finito, azzerando le inefficienze umane.
  • Sicurezza totale: segregando le operazioni intensive all’interno dell’impianto automatico, è stato drasticamente ridotto il rischio di collisioni tra carrelli elevatori e strutture, proteggendo l’integrità del personale e dei delicati prodotti dolciari stoccati.

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    FAQ

    1. Perché scegliere un sistema con trasloelevatore e navetta a bordo rispetto a un Drive-in?

    Mentre un sistema Drive-in classico massimizza lo spazio, richiede l’ingresso dei carrelli elevatori nei tunnel, aumentando i tempi di manovra e il rischio di danni strutturali. Il sistema con trasloelevatore e navetta a bordo (shuttle) automatizza completamente il deposito e il prelievo in multiprofondità, garantendo un’altissima produttività (cicli/ora) e azzerando i danni, pur mantenendo una densità di stoccaggio eccellente.

    2. Come viene gestita la tracciabilità alimentare (FEFO/FIFO) in questi impianti?

    Nei magazzini multiprofondità per l’industria alimentare, la tracciabilità è demandata al software WMS. Il sistema memorizza l’identificativo di ogni pallet (lotto, data di produzione, scadenza) al momento dell’ingresso in baia. La navetta posiziona il carico secondo le logiche programmate e, in fase di spedizione, il WMS richiama automaticamente il pallet corretto seguendo rigide logiche FEFO (First Expired, First Out), indispensabili nel settore dolciario.

    3. Quali accorgimenti strutturali servono per sostenere l'automazione?

    Le tolleranze costruttive richieste dall’automazione sono millimetriche. Scaffsystem utilizza profili profilati a freddo ad altissima resistenza e progetta torri di irrigidimento e controventature specifiche. Queste strutture non solo sopportano il peso statico delle merci, ma assorbono le continue forze dinamiche longitudinali e trasversali generate dal movimento del trasloelevatore a pieno carico a decine di metri d’altezza.