Case in acciaio e standard ZEB 2028: come progettare l’involucro a secco

Per raggiungere lo standard ZEB 2028 con una struttura in acciaio (Light Steel Frame) servono due condizioni progettuali precise: eliminare i ponti termici strutturali con un cappotto continuo (ETICS) che avvolge l’intera ossatura, e dimensionare l’involucro a secco in modo da portare la trasmittanza delle pareti opache al di sotto di 0,20 W/m²K. È l’approccio su cui si fonda il sistema costruttivo Mechano Advanced Steel Frame, che integra la struttura in acciaio Scaffsystem con l’involucro a secco Knauf. L’acciaio, di per sé altamente conduttivo, non è un limite: lo diventa solo se il calore può attraversare i profili senza incontrare uno strato isolante continuo. È su questa continuità che si gioca l’intera prestazione dell’edificio a energia quasi zero.

Cosa prevede lo standard ZEB 2028 per l'involucro

Lo standard ZEB (Zero Emission Building) richiede un edificio a zero emissioni operative, alimentato prevalentemente da fonti rinnovabili e con un fabbisogno energetico ridotto all’essenziale. La direttiva europea EPBD rifusa (2024/1275, la cosiddetta “Case Green”) fissa l’obiettivo ZEB per i nuovi edifici privati a partire dal 2030, con l’anticipo al 2028 per gli edifici pubblici; molte pianificazioni progettuali adottano il 2028 come orizzonte di riferimento prudenziale.

Il primo requisito per arrivarci è un involucro ad altissima prestazione: prima ancora di parlare di impianti e fotovoltaico, un edificio ZEB deve dissipare pochissima energia. Questo si traduce in valori di trasmittanza termica molto bassi, assenza di dispersioni localizzate e un buon comportamento anche nel regime estivo. La verifica non riguarda solo il valore puntuale di trasmittanza della parete, ma la continuità dell’isolamento su tutto il perimetro, nodi strutturali compresi.

È qui che la scelta del sistema costruttivo diventa determinante: un telaio in acciaio formato a freddo, correttamente rivestito, permette di controllare con precisione millimetrica ogni strato dell’involucro, perché tutti i componenti sono prodotti industrialmente e assemblati a secco secondo il progetto.

Come si eliminano i ponti termici nelle strutture in acciaio

I ponti termici nelle strutture in acciaio si eliminano disaccoppiando l’isolante dalla struttura: l’ossatura metallica non deve mai interrompere lo strato coibente. La strategia più efficace è il cappotto continuo esterno (ETICS), che riveste l’intera facciata senza soluzione di continuità, così che i profili in acciaio restino “all’interno” della linea isolante e non creino punti di passaggio preferenziale del calore.

Il rischio da governare è specifico dell’acciaio: essendo un materiale ad alta conducibilità, un profilo che attraversa lo strato isolante si comporta come un’aletta di raffreddamento, abbassando la temperatura superficiale interna e favorendo condensa e muffe. La progettazione ZEB lo previene con alcuni accorgimenti consolidati:

  • Isolamento a cappotto continuo sul lato esterno dell’ossatura, dimensionato per coprire integralmente montanti e correnti.
  • Doppia orditura incrociata dell’isolante interno (tra i montanti e in controparete), che sfalsa i percorsi conduttivi.
  • Elementi di disaccoppiamento termico ai punti di ancoraggio e in corrispondenza dei nodi (attacchi a terra, aggetti, balconi).
  • Nastri e guarnizioni di tenuta all’aria, perché un ponte termico è spesso anche un ponte d’aria che vanifica la coibentazione.

Il sistema costruttivo Mechano applicato all’edilizia residenziale nasce proprio con questa logica: la struttura Scaffsystem in profili formati a freddo viene abbinata a un involucro stratificato a secco sviluppato con Knauf, dove l’accoppiamento tra ossatura e cappotto è studiato per la correzione dei ponti termici e per una temperatura superficiale interna uniforme.

Come dimensionare l'involucro a secco per trasmittanze inferiori a 0,20 W/m²K

Per scendere sotto 0,20 W/m²K nelle pareti opache si lavora sulla stratigrafia a secco combinando più strati isolanti di diversa natura, distribuiti tra intercapedine strutturale e cappotto esterno. La parete a secco offre un vantaggio decisivo rispetto alla muratura: a parità di trasmittanza, richiede spessori inferiori, liberando superficie interna utile.

Un ordine di lavoro tipico procede così:

  1. Definire il target di trasmittanza in base alla zona climatica e alla classe energetica obiettivo (per la classe A4 si punta stabilmente sotto 0,20 W/m²K sulle pareti verticali opache).
  2. Distribuire l’isolante su più piani: lana minerale nell’intercapedine tra i montanti, pannello isolante continuo esterno per il cappotto, eventuale controparete interna coibentata.
  3. Verificare il comportamento igrometrico della stratigrafia (posizione della barriera al vapore, rischio di condensa interstiziale) prima di congelare gli spessori.
  4. Chiudere i nodi con lo stesso criterio della parete corrente, per non introdurre discontinuità.

A titolo di riferimento, il manuale tecnico Mechano riporta un esempio di parete esterna a secco con massa superficiale di circa 70 kg/m², trasmittanza di 0,12 W/m²K e sfasamento di circa 12 ore, ottenuta stratificando lastra in cemento fibro-rinforzato, lane minerali e lastre in cartongesso ad alte prestazioni. È il valore di un pacchetto specifico, non un dato universale del sistema: ogni progetto va dimensionato caso per caso in funzione di zona climatica, orientamento e destinazione d’uso.

Requisiti di involucro per un edificio ZEB: cosa verificare (valori indicativi, da confermare in fase di calcolo)

Elemento Parametro chiave Obiettivo prestazionale
Parete opaca verticale Trasmittanza U < 0,20 W/m²K
Comfort estivo Sfasamento termico > 12 ore
Nodi strutturali Ponti termici Corretti/eliminati (cappotto continuo)
Tenuta all’aria Permeabilità involucro Sigillatura di giunti e attraversamenti

Perché le pareti a secco in acciaio sono vantaggiose per gli edifici a zero emissioni

Le pareti a secco in acciaio sono vantaggiose per gli edifici ZEB perché offrono alta prestazione termica con spessori contenuti, precisione di posa e tempi di cantiere ridotti, tutti fattori coerenti con l’obiettivo delle zero emissioni sull’intero ciclo di vita. La costruzione a secco elimina i getti in opera e i tempi di asciugatura, riducendo consumi ed emissioni di cantiere.

I vantaggi si sommano su più fronti:

  • Controllo della stratigrafia: ogni strato isolante è posizionato per progetto, senza le disomogeneità tipiche delle lavorazioni umide.
  • Leggerezza strutturale: l’ossatura in acciaio formato a freddo pesa in modo significativamente inferiore rispetto alla carpenteria e alla muratura tradizionali, con benefici su fondazioni e comportamento sismico.
  • Sostenibilità di filiera: l’acciaio è riciclabile e la logica a secco favorisce il disassemblaggio a fine vita, un criterio premiante per LCA, EPD e certificazioni ambientali.
  • Integrazione impiantistica: i profili preforati permettono di far passare gli impianti nell’intercapedine senza indebolire l’involucro.

In un edificio a energia quasi zero, dove il fabbisogno residuo va coperto da rinnovabili, ogni watt non disperso dall’involucro è un watt che l’impianto non deve produrre: è la ragione per cui la progettazione dell’involucro a secco precede, e condiziona, tutte le scelte impiantistiche.

La strada verso lo standard ZEB 2028 con l’acciaio passa da un involucro progettato nel dettaglio: continuità dell’isolamento, controllo dei ponti termici e stratigrafie verificate anche sul piano igrometrico. Il sistema Mechano Advanced Steel Frame mette a disposizione la struttura Scaffsystem e l’involucro a secco sviluppato con Knauf come pacchetto ingegnerizzato.

Per valutare la soluzione più adatta al tuo progetto, richiedi una consulenza tecnica al nostro ufficio progettazione:

     


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    FAQ

    Come si eliminano i ponti termici nelle strutture in acciaio?

    Si eliminano avvolgendo l’ossatura metallica con un cappotto isolante continuo (ETICS) sul lato esterno, così che nessun profilo attraversi lo strato coibente, e integrando isolante nell’intercapedine tra i montanti. Ai nodi (attacchi a terra, aggetti) si inseriscono elementi di disaccoppiamento termico e nastri di tenuta all’aria.

    Quali sono i requisiti dell'involucro per lo standard ZEB 2028?

    L’involucro deve garantire trasmittanze molto basse (per le pareti opache verticali sotto 0,20 W/m²K), continuità dell’isolamento su tutto il perimetro con correzione dei ponti termici, buona tenuta all’aria e un adeguato sfasamento termico per il comfort estivo. Solo dopo si dimensionano impianti e fonti rinnovabili per azzerare le emissioni operative.

    Perché le pareti a secco in acciaio sono vantaggiose per gli edifici a zero emissioni?

    Perché consentono alte prestazioni termiche con spessori ridotti, posa precisa degli strati isolanti, tempi di cantiere brevi senza getti in opera e una struttura leggera e riciclabile. Tutti elementi che migliorano sia le prestazioni energetiche sia il bilancio ambientale sull’intero ciclo di vita.