ANNO: 2025 La gestione di un polo logistico destinato al settore Brico richiede un’infrastruttura capace di adattarsi a unità di carico (UDC) estremamente eterogenee, dai classici europallet fino ai materiali lunghi e ingombranti. Nel recente progetto completato nel 2025 in Via De Blasio a Bari, per il committente Bricocasa Deodato Srl, la necessità primaria era massimizzare la superficie utile di oltre 9.700 mq, garantendo la massima efficienza nella movimentazione e stoccaggio merci. L’intervento ha richiesto la fornitura e posa in opera di un sistema ingegnerizzato complesso, basato su strutture in acciaio ad alta resistenza, configurato per garantire una capienza totale di 7.836 Unità di Carico. Un risultato ottenuto integrando sistemi portapallet, cantilever e una complessa architettura multilivello. Il dimensionamento strutturale è stato calibrato per supportare carichi dinamici e statici gravosi, garantendo stabilità e durabilità nel tempo. Il magazzino logistico è stato suddiviso in diverse aree operative, ognuna equipaggiata con strutture specifiche. Per la gestione dei materiali che eccedono le dimensioni standard, è stata installata una scaffalatura cantilever della serie medio-pesante. Questa infrastruttura elimina l’ingombro dei montanti frontali, facilitando le operazioni dei carrelli elevatori. L’elemento di maggiore complessità ingegneristica è l’impianto a doppia elevazione realizzato con profilati AMTOBLOK 2050, progettato specificamente per ottimizzare i flussi di stoccaggio intensivo. L’architettura della struttura ha previsto batterie di tipo singolo con spalle di inizio e fine alte 4.860 mm e intermedie di 4.500 mm, con profondità varia dai 600 ai 1.000 mm. I diversi piani prevedono vani da 1800 mm equipaggiati con 9 piani modulari, ciascuno composto da profili a “L” da 80 mm e pianetti zincati trasversali. Per quel che concerne la viabilità in quota, a circa 2.500 mm di altezza è stata posata una pavimentazione in bandelle. L’operatività tra i piani è assicurata da due rampe di scale conformi alle normative sulla sicurezza. In un impianto logistico di tali dimensioni, le misure di sicurezza passiva sono fondamentali per proteggere il personale durante le fasi di movimentazione e stoccaggio merci. Nei vani adibiti a sottopasso, il primo livello di carico è stato attrezzato con ripiani in rete elettrosaldata per prevenire la caduta accidentale di merci sugli operatori in transito. I due blocchi dell’impianto multilivello sono uniti da un’area soppalcata protetta da ringhiere a norma. Per facilitare il carico in quota, è stato installato un cancello basculante specifico per pedane con altezza di 1.500 mm. Le testate dell’impianto sono state rifinite con fodere in lamiera cieca per una maggiore protezione laterale. Come peculiarità dell’intervento, alcune componenti strutturali sono state verniciate in rosso su specifica richiesta del committente, integrando il layout logistico con la brand identity aziendale. La realizzazione di un’infrastruttura ibrida, che combina portapallet pesanti, cantilever per profili lunghi e sistemi multilivello, rappresenta la strategia più efficace per saturare i volumi disponibili e abbattere i costi di gestione immobiliare. Valutare l’integrazione di sistemi in acciaio modulari e personalizzati è il passo decisivo per i direttori della logistica che intendono trasformare un semplice deposito in un hub di movimentazione merci ad alta redditività. L’analisi ingegneristica dei flussi e delle unità di carico rimane il punto di partenza essenziale per progettare un layout capace di assorbire i futuri picchi operativi. Un sistema portapallet multilivello ingegnerizzato offre una flessibilità operativa totale per la movimentazione e stoccaggio merci. Strutturalmente, queste infrastrutture sono dimensionate per supportare Europallet standard (800×1200 mm) con portate gravose, generalmente comprese tra gli 800 e i 1.000 kg per posto pallet. Per massimizzare la saturazione volumetrica, è possibile configurare un sistema ibrido integrando rastrelliere alla base della struttura: questo permette di stivare verticalmente profili lunghi o colli fuori standard nei livelli inferiori, riservando i piani in quota allo stoccaggio tradizionale pallettizzato. Nei distretti industriali in forte espansione, come i poli logistici di Bari e dell’intero Sud Italia, il costo al metro quadro degli immobili rappresenta una variabile critica per le aziende. Un impianto multilivello a doppia (o tripla) elevazione permette di raddoppiare la superficie calpestabile sfruttando unicamente l’altezza utile dell’edificio, creando passerelle e piani operativi in quota (es. a 2.500 mm). Questo approccio tecnico massimizza la densità di stoccaggio intensivo e velocizza le operazioni di picking manuale, evitando all’azienda i pesanti costi (CAPEX) legati alla costruzione di nuovi capannoni. La progettazione di un magazzino multilivello richiede la rigorosa conformità agli standard di sicurezza sul lavoro e alle normative antisismiche (NTC 2018). La protezione degli operatori si ottiene attraverso specifiche implementazioni di sicurezza passiva: installazione di ripiani in rete metallica elettrosaldata anticaduta nei vani di sottopasso (per proteggere chi transita al di sotto), ringhiere perimetrali a norma sui piani soppalcati e cancelli basculanti di sicurezza. Questi ultimi sono fondamentali per consentire il carico e lo scarico delle pedane in quota tramite carrelli elevatori, azzerando il rischio di caduta nel vuoto. Per la gestione di materiali che eccedono le dimensioni dei pallet standard—come profili metallici, tubi in PVC, estrusi plastici o pannelli in legno—la soluzione ingegneristica d’elezione è la scaffalatura cantilever serie medio-pesante. L’assenza di montanti frontali garantisce ai mezzi di sollevamento un accesso libero e ininterrotto. L’aggiunta di ripiani continui, realizzati in grigliato aperto con zincatura Sendzimir, crea una superficie d’appoggio planare e resistente alla corrosione, prevenendo la deformazione dei materiali stoccati e adattandosi a colli di qualsiasi formato. Assolutamente sì. Nei moderni hub di prossimità o nei magazzini aperti al pubblico (come quelli dei settori Brico, GDO o Cash & Carry), la scaffalatura cessa di essere un mero elemento tecnico per diventare parte integrante dell’architettura d’interni e dell’identità visiva. Attraverso processi di verniciatura industriale (es. a polveri epossidiche), componenti strutturali come spalle, correnti e protezioni possono essere declinati nei colori corporate dell’azienda. Questa personalizzazione non solo rafforza la brand identity, ma migliora anche l’ergonomia visiva e la segnaletica interna, facilitando l’identificazione delle diverse aree operative.
SETTORE: Brico / Fai da te
LOCATION: Bari (BA)
COMMITTENTE: BRICOCASA DEODATO s.r.l.
TIPOLOGIA D’INTERVENTO: Fornitura e posa in opera di scaffalatura portapallet e cantilever
STATO: CompletatoSpecifiche tecniche delle soluzioni di stoccaggio adottate
Il sistema cantilever per la movimentazione di profili lunghi
L'impianto multilivello per massimizzare la densità volumetrica
Sicurezza passiva e dettagli di personalizzazione
Quali unità di carico (UDC) è possibile stoccare in un impianto multilivello portapallet?
Perché scegliere una scaffalatura multilivello per un polo logistico nel Sud Italia?
Come si garantisce la sicurezza passiva in un magazzino con scaffalature a più livelli?
Qual è la soluzione strutturale migliore per lo stoccaggio di materiali lunghi e ingombranti?
È possibile personalizzare le scaffalature industriali Scaffsystem per integrarle con il brand aziendale?


