Progettazione di strutture ibride acciaio-calcestruzzo: dettagli costruttivi e risposta sismica

Le strutture leggere in acciaio sagomato a freddo (CFS) garantiscono una risposta sismica ottimale grazie a una drastica riduzione della massa oscillante dell’edificio, fattore che abbatte proporzionalmente le forze inerziali generate dal terremoto. La progettazione di organismi ibridi o a telaio metallico su fondazioni in calcestruzzo armato sfrutta la massa del basamento e la duttilità dell’elevazione a secco per gestire le sollecitazioni dinamiche.

L’impiego di elementi in acciaio formato a freddo (CFS) permette di ottenere vantaggi strutturali misurabili:

  • Il peso strutturale subisce una riduzione del 20-30% rispetto alla carpenteria metallica tradizionale.
  • In abbinamento ai sistemi di involucro a secco, il peso complessivo dell’edificio risulta inferiore di interi ordini di grandezza rispetto alle costruzioni tradizionali in muratura o calcestruzzo armato.
  • La riduzione del carico portante sulla costruzione primaria comporta un notevole risparmio sulle opere di fondazione.
  • La leggerezza e la duttilità intrinseca riducono significativamente il rischio di collasso durante gli eventi sismici.
  • I danneggiamenti strutturali tendono a concentrarsi in singole porzioni localizzate, rendendo le pareti e la struttura notevolmente più facili da riparare rispetto ai sistemi tradizionali.

La concezione strutturale per la resistenza ai carichi orizzontali (sisma e vento) si basa sull’inserimento di adeguati elementi di controventatura. I controventi, sia orizzontali (di piano e di falda) che verticali, hanno il preciso compito di irrigidire i telai in acciaio e limitare gli spostamenti eccessivi della struttura.

Dettagli costruttivi per l'ancoraggio tra acciaio e fondazione in calcestruzzo

Il nodo di connessione tra l’acciaio in elevazione e il basamento in calcestruzzo armato viene realizzato rigorosamente a secco, impiegando piastre di base metalliche ancorate alla fondazione tramite gabbie di tirafondi o tasselli chimici, escludendo l’uso di malte o connessioni ad umido in questa interfaccia.

Per garantire il corretto trasferimento degli sforzi di taglio e momento flettente alla platea, alle travi rovesce o ai plinti in c.a., si ricorre a due tipologie principali di ancoraggio:

  • Ancoraggio con tirafondi: prevede l’uso di gabbie pre-assemblate con dime di posizionamento in acciaio zincato e barre filettate in classe 8.8, completate da rondelloni di tenuta. Questo sistema viene posizionato prima della fase di getto del calcestruzzo.
    Ancoraggio chimico: riservato a carichi meno gravosi (come l’edilizia residenziale o piccole tettoie), impiega barre filettate fissate mediante resine chimiche direttamente all’interno di piastre, solette o travi in calcestruzzo già esistenti e maturate.

Le colonne in acciaio (siano esse in profili laminati a caldo, in scatolari CFS saldati o in profili aperti accoppiati per bullonatura) vengono poi fissate all’ancoraggio tramite piastre di base appositamente forate e irrigidite con fazzoletti metallici (bandiere).

Normativa NTC 2018 e certificazioni delle strutture miste

La progettazione e l’esecuzione delle strutture in acciaio devono rispettare rigorosamente le prescrizioni del D.M. 17/01/2018 (NTC 2018) e la norma armonizzata UNI EN 1090 ai fini della marcatura CE. Il rispetto di questi standard è imprescindibile per validare la resistenza, la stabilità e la sicurezza dell’organismo strutturale misto.

Il dimensionamento avviene secondo i criteri del metodo semiprobabilistico agli stati limite. L’analisi modale con spettro di risposta (espressa in termini di accelerazione) viene utilizzata per valutare lo stato tenso-deformativo indotto dall’azione sismica dinamica.

Requisito normativo Applicazione operativa
NTC 2018 (D.M. 17/01/2018) Regola il calcolo delle azioni statiche, dinamiche e sismiche, definendo i requisiti di sicurezza per gli stati limite ultimi e di esercizio.
UNI EN 1090-1 Definisce i requisiti per la valutazione di conformità delle strutture in acciaio e stabilisce le basi per la marcatura CE.
UNI EN 1090-2 Regolamenta i requisiti tecnici e le procedure di esecuzione. Impone il controllo rigoroso dei materiali in cantiere e la pre-fabbricazione in officina.

Le connessioni tra le membrature in acciaio avvengono per unioni puntiformi tramite bulloneria strutturale di piccolo diametro (M10-M12). Le uniche saldature consentite (ad esempio su piastre o colonne speciali) vengono eseguite esclusivamente all’interno delle officine in ambiente controllato (sotto certificazione EN 1090), eliminando totalmente la pratica della saldatura in cantiere.

Implicazioni operative per i progettisti edili

La scelta di sistemi costruttivi ibridi o interamente in acciaio su basamenti in calcestruzzo richiede al progettista un netto spostamento delle attività ingegneristiche verso la fase di calcolo e di modellazione off-site. I sistemi a secco standardizzati e interamente imbullonati garantiscono il pieno rispetto delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018) e la tracciabilità CE in base alla UNI EN 1090. Sul versante della sostenibilità, le tecnologie stratificate a secco facilitano l’ottenimento delle certificazioni ambientali necessarie per i Criteri Ambientali Minimi (CAM), consentendo di progettare strutture altamente sicure in zona sismica con materiali disassemblabili e dotati di Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD).

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    FAQ

    1. Come si comportano le strutture in acciaio durante un terremoto rispetto al calcestruzzo?

    Le strutture in acciaio, e in particolare i sistemi formati a freddo, garantiscono forze inerziali notevolmente inferiori rispetto al calcestruzzo massivo grazie alla drastica riduzione del peso (fino a ordini di grandezza inferiori). La naturale duttilità del materiale comporta un rischio di collasso inferiore; in caso di sisma estremo, il danneggiamento tende a essere locale e facilmente riparabile.

    2. Quali sono i dettagli costruttivi critici nella connessione tra acciaio e fondazione in c.a.?

    Il nodo critico risiede nella piastra di base delle colonne metalliche, che deve trasferire le sollecitazioni al calcestruzzo sottostante. Questo ancoraggio si realizza a secco mediante gabbie di tirafondi (con barre in classe 8.8 e dime metalliche annegate nel getto) o tramite barre filettate inserite con ancoranti chimici su calcestruzzo indurito.

    3. Quale fattore di struttura si utilizza per edifici residenziali in acciaio controventati?

    Secondo le indicazioni progettuali standard, il comportamento sismico dinamico viene valutato tramite l’analisi modale con spettro di risposta. I sistemi in acciaio basano la dissipazione dell’energia sismica sull’utilizzo di telai abbinati a specifiche controventature (di piano o verticali), realizzate tramite l’accoppiamento di profili formati a freddo, che hanno il compito di irrigidire la struttura e limitare gli spostamenti. L’ingegnere strutturista definisce il corretto fattore $q$ in base a questi specifici accorgimenti dissipativi.

    4. L'acciaio è consigliato per la ricostruzione in zone sismiche 1 e 2?

    Assolutamente sì. A titolo di esempio, per la costruzione di una villa monopiano a Torregrotta (ME) – territorio inserito in Zona Sismica 2 – i progettisti hanno optato per il sistema in acciaio leggero con involucro a secco proprio per poter contare su un comportamento e un assorbimento ottimali alle sollecitazioni sismiche, garantendo la massima sicurezza.

    5. Come garantire la durabilità delle connessioni strutturali acciaio-calcestruzzo?

    La durabilità si garantisce vietando le saldature in cantiere ed effettuando assemblaggi esclusivamente a mezzo bullonatura. Inoltre, i profili metallici e i componenti di connessione devono essere protetti mediante rivestimenti superficiali applicati a caldo, come la zincatura Sendzimir, la zincatura a caldo, la verniciatura a polveri epossidiche, o utilizzando speciali leghe zinco-magnesio-alluminio (Magnelis) per ambienti particolarmente aggressivi.